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Lezioni di Leadership dallo Sport: Oscar Pistorius
Sep, 17,2012
Managing partners of Meno Consulting
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Soprannominato “l’uomo senza gambe più veloce”, Oscar Pistorius corre per il Sud Africa ed è un amputato bilaterale. A causa di una grave malformazione congenita, entrambe le gambe gli furono amputate sotto il ginocchio prima di compiere un anno. Primo atleta amputato a partecipare ai Giochi Olimpici, Pistorius ha corso per il suo paese nei 400 m e nella staffetta 4x400m grazie a delle protesi in fibra di carbonio, divenendo un simbolo di tenacia, uguaglianza e possibilità. Nonostante le ovvie difficoltà Pistorius continua a correre ed è passato alla storia per aver partecipato alle semifinali dei 400 m ai Giochi Olimpici 2012. C’è molto da imparare dall’esperienza e dai risultati di questo atleta, che ha saputo superare grandi ostacoli per raggiungere obiettivi di altissimo livello.

Continua a correre

Nonostante i regolamenti che prima gli vietavano di gareggiare con atleti normodotati, Pistorius non si è mai dato per vinto. Sulla base di timori infondati che le protesi gli avrebbero dato un ingiusto vantaggio sugli altri atleti, per oltre un anno a Pistorius era stato impedito di gareggiare nelle competizioni iridate per normodotati. Dopo numerosi appelli e studi scientifici mirati a capire l’impatto delle protesi sulle performance dell’atleta sudafricano, nel maggio 2008 Pistorius è stato finalmente riabilitato alla partecipazione alle Olimpiadi.  Sebbene non sia stato convocato dalla squadra del suo paese per le Olimpiadi 2008, era determinato a farcela nel 2012. Dopo essersi allenato duramente in questi quattro anni, Pistorius ha realizzato il suo sogno di gareggiare ai Giochi Olimpici e ha inviato così un messaggio di speranza a milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante le enormi difficoltà Pistorius non ha mai smesso di correre e grazie alla sua tenacia ha potuto raggiungere i suoi obiettivi.

 

Concentrati su quello che hai

In un’ intervista del 2007  al quotidiano The Telegraph, Pistorius ha detto che “non si è disabili per le proprie disabilità, ma si è abili per le proprie abilità”. Concentrarsi sulle cose che abbiamo è molto più soddisfacente e utile che concentrarsi su ciò che non abbiamo. A causa della sua condizione, Pistorius si sarebbe potuto comprensibilmente concentrare su ciò che non aveva, ma la sua storia è rivelatrice per tutti noi: per farcela, dobbiamo concentrarci sulle nostre abilità fisiche, emotive e mentali.  Tutti noi abbiamo delle abilità in grado di portarci ovunque vogliamo: solo la consapevolezza di chi siamo e di cosa abbiamo da offrire può farci raggiungere i nostri obiettivi.

 

Cerca le possibilità

Oscar Pistorius è stato un atleta sin dall’infanzia e si è misurato in molti sport, tra cui calcio, pallanuoto e tennis. Iniziò ad allenarsi nella corsa dopo un infortunio avuto durante una partita di rugby al liceo e fu così, facendo riabilitazione per il ginocchio, che Pistorius scoprì la sua grande passione. Per quanto sembri quasi inverosimile che un infortunio al ginocchio possa influenzare positivamente la vita di un amputato bilaterale, per Pistorius è andata proprio così.  Tutti dobbiamo affrontare ostacoli e difficoltà, e a volte sono proprio le lotte più faticose che ci aiutano a definire quello che vogliamo per il nostro futuro. Possiamo avere momenti d’incertezza, paura e dolore, ma ogni difficoltà porta con sé anche delle opportunità: sta a noi coglierle e sfruttarle per raggiungere obiettivi che prima non avevamo nemmeno immaginato.

 

 

Abbraccia il tuo pubblico

La leadership è spesso in conflitto con quanto si desidera per se stessi. Secondo un articolo del Wall Street Journal, Oscar Pistorius avrebbe detto: “la fama non mi fa particolarmente piacere… non mi fa correre più veloce, né mi rende più facili gli allenamenti”. Tuttavia, i leader autentici sanno abbracciare il loro pubblico nonostante il disagio e il sacrificio che questo a volte può comportare.  Sebbene sembra chiaro che Pistorius preferisca concentrarsi sulle sue performance atletiche, ha comunque sempre dimostrato anche di essere perfettamente consapevole del significato che la sua presenza alle Olimpiadi ha per moltissime persone  in tutto il mondo. Sa affrontare l’attenzione dei media con tranquillità, parlando agli intervistatori con sicurezza e intelligenza, e avendo saputo offrire una nuova definizione di cosi significhi essere un atleta olimpico. Pistorius ha abbracciato pienamente il suo pubblico perché ha saputo non solo dare prova di sé come atleta di prima classe, ma ha anche inviato un forte messaggio dimostrando che è possibile superare anche gli ostacoli più difficili.

 

La storia di Oscar Pistorius sarà sicuramente ancora lunga, e avremo ancora molto da imparare dai suoi sforzi, dalla sua tenacia e dalla sua passione. Gli obiettivi raggiunti sin qui da questo grande atleta sono fonte d’ispirazione per tutti noi alfine di sfruttare al meglio il nostro talento e le nostre possibilità per raggiungere i nostri obiettivi.

 

Dan Leidl e Joe Frontiera sono managing partners di Meno Consulting e co-autori del libro Team Turnarounds,pubblicato da Jossey-Bass. Mandagli una Email   con commenti e idee per articoli futuri, o cercali su Facebook e Twitter.