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Nouriel Roubini: restare positivi nella tempesta economica
May, 29,2012
Social Media Manager WOBI.com
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Provare a spiegare l'attuale e futuro stato dell'economia globale non è un compito facile. Ma è questa la sfida affrontata da Nouriel Roubini quando sale sul palco per chiudere l'Expomanagement di quest'anno a Madrid. Roubini è diventato un nome noto come uno dei pochi economisti che avevano predetto la crisi globale che ci ha colpiti nel 2008.  Conosciuto con il soprannome “Dr. Doom”, la sua reputazione è quella di ultra realista che non ha paura di dire le cose come stanno.

Il suo stile è diretto e dritto al punto. Non addolcisce le cose. Invece descrive la situazione per quello che è senza girarci intorno. Il suo tour dell'economia mondiale, durato un'ora, richiede al pubblico di restare attento, per non perdersi nulla: I campi toccati sono diversi, e permettono di comprendere quanti elementi interconnessi stanno plasmando il nostro futuro economico nel breve, medio e lungo periodo.

Le sue parole hanno sempre avuto una speciale cassa di risonanza in Spagna, un Paese i cui problemi economici sono ormai noti e lontani dall'essere risolti. Ma quello che ha detto durante il suo speech è stato affascinante per chiunque sia interessato ai possibili futuri scenari dell'economia globale.

Continua a leggere per scoprire quello che ha detto, ad esempio:

  • 5 ragioni per cui la recessione in Eurozona non potrà che peggiorare
  • 2 futuri scenari per l'Eurozona
  • Uno sguardo e le sfide che dovranno affrontare Usa, Medio Oriente e mercati emergenti
  • 5 ragioni per essere ottimisti per il futuro

Perchè la prospettiva a breve termine per l'Eurozona è incerta

1)      Austerity fiscale.  Il paradosso è che l'austerità è necessaria per ridurre il debito nei Paesi periferici dell'Eurozona(Grecia, portogallo, Spagna, Italia, Etc), ma nel breve termine, aumentare le tasse e tagliare le spese peggiora la recessione. Anche le necessarie riforme strutturali hanno un iniziale effetto negativo, come accaduto con l'aumento della disoccupazione in Spagna coinciso con la maggiore flessibilità del mercato del lavoro.  

2)      Valore dell'Euro. La Germania è super competitiva e può lavorare con l'Euro al suo valore corrente. I Paesi periferici non possono. Roubini suggerisce che il livello naturare dell'euro sia pari al dollaro. Solo allora i Paesi sapranno ridurre il loro debito strutturale. La politica monetaria della banca centrale europea implica che questa svalutazione sia troppo lenta. 

3)      Banche.  Molte banche, specialmente quelle nei paesi  periferici hanno problemi di liquidità e sono sottocapitalizzate. Questo significa che sono riluttanti ai prestiti, riducendo così il credito necessario a guidare la crescita.

4)     Prezzo del petrolio.  Il prezzo del petrolio a circa 100 dollari è ancora troppo altro. Questo influisce molto sull'Eurozona, dato che quasi il 100% del petrolio viene importato.

5)      Incertezza politica.  All'interno dell'arena politica c'è uno scontro tra paesi centrali e periferici. L'austerità impatta sui governi nelle aree periferiche, il cui elettorato accusa l'austerità per l'aumento della recessione. Al contrario, nei paesi centrali chi paga le tasse è stanco di prestare i soldi a paesi come Grecia e Portogallo.

2 scenari  per il futuro dell'Eurozona

Roubini ha avuto parole molto dure per i leader dei 17 paesi dell'Eurozona, giudicandoli incapaci di raggiungere un accordo su cosa fare in futuro. Ha identificato due possibili modo in cui lo scenario potrà evolvere:

1)       Andare oltre:  implementare le politiche che promuovono crescita, competitività, equilibrio ed integrazione. Sottolinea che storicamente nessuna unione monetaria ha avuto successo senza una unione fiscale e politica. L'errore dell'Unione Europea è nel non sviluppare comuni politiche sulle tasse, regolazione e spesa. La grande domanda è se ci sia la volontà politica di farlo e salvare così l'Eurozona.

2)      Disintegrazione:  Dopo 4 anni, i governi sono a corto di idee per battere la crisi. I tassi di interesse sono stati tagliati allo 0%, c'è stata facilitazione quantitativa, stimolo fiscale... cosa manca? Non ci sono molti conigli da tirar fuori dal cappello della politica.

Roubini afferma inoltre che il caso della Grecia è senza speranza e si aspetta che lasci l'Eurozona entro i prossimi 18 mesi. E anche se l'Euro può sopravvivere all'uscita di Paesi più piccoli, se Italia o Spagna dovessero essere obbligate a uscirne questo significherebbe la fine della moneta unica così come la conosciamo.

 

Lo stato del mondo fuori dall'Eurozona

USA

Mentre l'economia USA sta crescendo, la crescita è però anemica grazie alla disoccupazione il cui tasso resta incredibilmente alto. Roubini identiica le 3 ragioni  del perché il 2013 potrebbe vedere una contrazione: 

1)      Gli USA hanno rimandato l'austerità fiscale, rubando crescita al futuro. Ad un certo punto gli Stati Uniti dovranno fare i conti con il loro debito. Un ulteriore downgrading del debito è ancora una possibilità reale. 

2)      la spesa privata è stata sostenuta da tagli delle tasse pagati dal debito pubblico. Quando il prossimo anno terminerà il taglio delle tasse, impatterà negativamente sulla spesa disponibile.

3)      Il rapporto politico tra democratici e repubblicani significa che raggiungere qualsiasi forma di consenso politico è impossibile

 

Medio Oriente

Con la tensione tra Israele (supportato dagli USA) e l'Iran sulla proliferazione nucleare, resta il rischio di una guerra che avrebbe un altissimo impatto sul prezzo del petrolio.  Allo stesso tempo, la rivoluzione e la guerra civile nel resto della regione sono fonte costante di rischio geopolitico.

 

Mercati emergenti

Aiutati da un debito più basso, maggiore potenziale di crescita aumentato stimolo politico, il recupero del mercati emergenti è stato forte fino ad ora. Ma i paesi come India, Cina, Brasile, Messico e Argentina hanno visto la crescita rallentare negli ultimi mesi. Roubini identifica due ragioni:

1)      Recessione dell'Eurozona e crescita debole di Usa e Giappone: I  problemi economici di altri Paesi hanno influito in una riduzione nelle esportazioni dai mercati emergenti.

2)      Ritardo nelle riforme strutturali  Incoraggiati dal successo del "capitalismo di stato" in Cina, molti Paesi emergenti stanno cercando politiche interventiste che stanno bloccando lo sviluppo del loro settore privato.

5 motivi per essere positivi

1)      L'economia globale sta migliorando:  USA, Giappone  e specialmente i mercati emergenti stanno crescendo. Questo sta creando nuovi e diversi livelli di crescita globale, e questo significa che le economie avanzate che hanno uno sguardo globale hanno eccellente probabilità di avere successo.

2)      Storie di successo.  Tra i mercati emergenti, Roubini sottolinea Brasile, COlombia, Perù e Uruguay, come economie emergenti che si stanno riformando nella giusta direzione. All'interno dell' Europa indica Polonia, Repubblica Ceca e Kazakhistan. Nell'Africa sub-Sahariana c'è più stabilità, meno guerra e una classe media in crescita. Anche nel Medio Oriente c'è una ricchezza considerevole che può essere usata per portare alla crescita

3)      I bilanci delle corporazioni sono in buona salute: A differenza di molti governi, le corporazioni hanno miliardi di dollari nei loro bilanci, offrendo un potenziale considerevole per l'investimento.

4)      Globalizzazione.  L'Information Technology porta ad un maggiore scambio di servizi e materiali, più mobilità lavorativa e più commercio in news e tecnologia.

5)     Innovazione tecnologica.  La  nuova tecnologia energetica, bio tecnologia e information tecnology stanno creando le industrie del futuro.

Roubini conferma che si tratta di tutti trend a lungo termine mentre i possibili crolli sono problemi a breve termine.

Citando una famosa frase di Keynes “nel lungo periodo saremo tutti morti”, Roubini avvisa che oggi il rischio è l'opposto, morire nel breve periodo. Conferma l'urgenza per la politica di mostrare  le leadership necessaria per permeterci di sopravvivere a questi rischi a breve termine e approfittare dei trend positivi a lungo termine.

Ci riusciremo? Lo scopriremo solo nei prossimi mesi.