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Gioia di vivere. E di lavorare.
Jun, 14,2012
Social Media Manager WOBI.com
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In tempi di crisi economica, la maggior parte delle aziende credono di non avere scelta: "Dobbiamo tagliare i posti di lavoro". Il fondatore di una delle catene alberghiere di maggior successoo negli Usa ha un'idea del tutto diversa e il suo Joie de Vivre Hospitality ha triplicato il suo ricavo annuo tra il 2001 e il 2008. In questo articolo di Francisca Pouiller estratto da WOBI magazine, scopriamo come Chip Conley investe, ed è attento all gioia di vivere in ogni singolo dipendente e in cambio ottiene una ottima performance e un aumento di profitto. 

Estratto da WOBI magazine, by Francisca Pouiller

Imprenditore atipico e ribelle, fondatore della catena alberghiera Joie de Vivre, autore di diversi bestseller e speaker ammirato, Conley ha una personalità estroversa. Nel 1987, appena terminato il suo MBA a Stanford, si è messo su una strada che lo ha portato a costruire una delle più ammirate catene alberghiere negli USA. Con un ricavo annuale di 240 milioni di dollari, l'impero Joie de Vivre Hospitality è formato da 35 boutique hotel, 20 ristoranti e 5 spa. COn una rara combinazione di sensibilità emotiva e creatività, oggi è considerato un leader straordinario e creatore di una azienda che rileva grandi performance nei suoi dipendenti. Non ha più il titolo di CEO ma è ancora coinvolto come consulente strategico della compagnia.  .

Come ha trasforamto un motel deteriorato di San Francisco in una delle più conosciute e distinguibili catene di alberghi? E come ha superato due crisi economiche che hanno devastato il mercato del turismo, risultando meglio posizionato?

 

In ogni hotel, un brand

L'ideatore di Joie de Vivdre, vincitore di diversi premi, parla in modo calmo. Ci riceve a casa sua, un rifugio che ricorda un santuario buddista con un altare e un lago incluso; uno sharam che rispetta perfettamente l'architettura in cui medita, lavora e scrive.

A 51 anni, Conley sembra aver trovato l'equilibrio. Ricorda con affetto il primo hotel su cui ha lavorato "Stavo lavorando in una agenzia immobiliare, ma non lo sentivo come il mio ambiente. Decisi di usare il mio know-how per qualcosa che implicasse più creatività e che mi sembrasse più avvincente. E' stato allora che ho acquistato un hotel malridotto in un'area periferica di San Francisco. L'ho ripulito e l'ho chiamato Phoenix". Il Phoenix da allora è diventato un simbolo del rock'n'roll, con ospiti come David Bowie, Linda Ronstadt e i Nirvana.

Il motivo del nome Joie de Vivre? “Perché riflette la nostra mission come azienda, e attraverso il nostro servizio ai clienti creiamo esperienze che portino gioia di vivere" spiega Conley.

Il modo in cui scelgono e disegnano l'identità di ogni edificio è interessante. Prima cercano un magazine che rappresenti al meglio l'esperienza che vogliono offrire ai clienti, e poi 5  parole che descrivono l'hotel e la sua essenza. E con queste premesse in testa, continuano a sviluppare il brand. Per esempio, per il primo hotel Phoenix, il team ha utilizzato Rolling Stone come ispirazione. Con questa semplice strategia applicata alla creazione di ogni hotel, migliaiai di domande che sorgono hanno già una risposta: dal target di mercato al tipo di servizio da offrire ai clienti.

 

Dipendenti felici

Dal primo giorno, Joie de Vivre ha mantenuto una crescita stabile e costante. L'azienda è era fortunatamente ben posizionata alla fine degli anni novanta, quando scoppiò la bolla del "dotcom". Con l'attacco terroristico del 11 settembre, 2001, seguito poi dalla paranoia della pandemia Sars, l'industria del turismo di è trovata a combattare diverse battaglie. All'epoca il ricavo annuo della catena precipitò da 100 milioni a 75 milioni di dollari.

Conley  e la commissione di exectuive hanno preso decisioni per far sì che il problema avesse effetto solo su di loro: si sono ridotti gli stipendi o hanno lavorato gratis. "NEl mio caso, per 3 anni", confessa Connley. Il sacrificio è stato fatto per aiutare i dipendenti. Neppure una persona è stata licenziata durante la crisi.

Con tutti questi pensieri per la testa, Conley si è trovato nella sezione di auto aiuto di una libreria, ed è stato colpito dal libro di Abraham MaslowTowards a Psychology of Being. Nella gerarchia dei bisogni di Maslow, una piramide che stabilisce una gerarchia di bisogni umani,Conley ha trovato l'ispirazione per scrivere  Peak: How Great Companies Get Their Mojo from Maslow. “In pratica, Maslow dice che le persone aspirano ad un livello di auto-attualizzazione, e quando ci arrivano, hanno esperienze incredibili. Io credo che questo possa generare un ambiente lavorativo dove i collaboratori possano vivere questo tipo di esperienza e l'azienda mantiene performance estremamente alte. E' dimostrato che i dipendenti felici generano consuamtori felici, il che porta crescita e profitto al business" racconta Conley.

Quali esperienze offre Joie de vivre per arrivare ad una così eccellente performance dei dipendenti? “Offriamo ai dipendenti la possibilità di passare un paio di notti nelle nostre suite ogni 3 mesi. E' facile ma la maggior parte degli hotel non lo fa. Abbiamo che la spa più grande di San Francisco, Kabuki, e possono utilizzarla a metà prezzo. Ogni 3 anni, diamo ai nostri dipendenti un mese intero di ferie pagate". Grazie a questo tipo di politica di risorse umane, Joie de Vivre è uscita dalla crisi economica degli ultimi anni e il suo ricavo è triplicato tra il 2001 e il 2008.

A parte il successo personale e professionale, a Conley piace essere considerato un ribelle. E quanto sente che la sua vita sta diventando troppo seria, prova a tornare alle origini, trovare cosa ha senso e andare avanti. "ogni imprenditore deve eessere consapevole di quello che il business significa per loro: Una azienda può avere come scopo fareun sacco di soldi, ottenere la fama oppure cambiare il modo. La mia missione è generare opportunità per festeggiare la vita, tanto dei clienti quanto dei dipendenti". Missione compiuta.